Quanto costa una vittoria?

ScalinataDopo 42 giorni a oltre 4.000 metri Simone e Denis ritornano a casa.

Ce l’hanno messa tutta ma l’esperienza, il buon senso e la natura hanno imposto la ritirata.

Questo mi fa riflettere sulle mie esperienze di vita. Quante volte ciò che aneliamo non è raggiungibile, quanto sudore, quali sforzi ci sono richiesti per arrivare lì dove vogliamo?

E poi è sempre la stessa storia, arrivati si alza lo sguardo e c’è sempre un altro gradino ad aspettarci.

Grazie Simone e Denis, alla prossima.

Omaggio agli esploratori moderni

SpiaggiaAvviate Google Earth, puntate una parte qualsiasi del nostro splendido pianeta, zoomate, ruotate, inclinate il punto di vista ed ecco svelato ogni angolo, ogni più intimo luogo in cui la vostra immaginazione vi può portare.
Oggi l’esplorazione e l’avventura sono per lo più uno stato mentale. Siamo noi a decidere di ricercarla, di evocarla a pochi passi da Milano come a decine di migliaia di chilometri.
Ma c’è un luogo immenso in cui siamo immersi, c’è un luogo in cui poche migliaia di noi puntano lo sguardo e dedicano la vita. Questo luogo è lo spazio.
Non abbiamo ancora concluso l’esplorazione, tramite sonde automatiche, delle isole (i pianeti) che viaggiano con noi, insieme al Sole, attorno al centro della Via Lattea. Siamo solo all’inizio, siamo ancora come i primi Sapiens Sapiens del Neolitico che, risalendo l’Africa continentale, si ritrovarono sulle coste meridionali del mediterraneo: che fare, lo affrontiamo o lo evitiamo? Qualcuno lo ha affrontato. In 10.000 anni, il caso e la volontà ci hanno portato lassù, nello spazio.
Voglio omaggiare tutti quelli che fra noi pianificano, progettano, costruiscono e gestiscono l’esplorazione spaziale.
Ecco due contenuti:
Il primo è sulla sonda New Horizons che nel 2015 sorvolerà il pianeta nano Plutone. E’ l’oggetto più veloce che l’uomo abbia mai costruito. Attualmente ha una velocità di circa 55.000 Km/h. Come se un’automobile posizionata sull’equatore terrestre riuscisse a completare un giro in soli 43 minuti, o un aeroplano ci mettesse 7 minuti per andare da Milano a New York.

Il secondo è la foto della Terra scattata dalla sonda Voyager 1 nel 1990: Pale Blue Dot.

Buon viaggio!

E ora tocca al Nanga Parbat

Nanga Parbat versante Diamir Simone Moro tenta il quarto 8000 in invernale! Questa volta è il Nanga Parbat.

8.125 metri, nona montagna più alta del mondo e unica a trovarsi completamente in territorio pakistano.

E’ una montagna colossale che annovera la parete più alta del mondo, i 4.500 metri della parete Rupal. Per i meno esperti è come se la parete del Cervino si elevasse direttamente dal mare.

Fra i suoi salitori ricordo soltanto il primo, il mitico Hermann Buhl e i fratelli Rehinold e Ghunter Messner che compirono la prima salita dal versante Rupal e la prima e tragica, per la scomparsa di Ghunter, attraversata. La memoria ovviamente va anche a Karl Unterkircher che ha perso la vita su questa montagna nell’estate del 2008.

Simone, ogni sera entrando nel mio letto caldo e confortevole penso a quanto sei forte e determinato per fare ciò che io posso solo sognare! Resisti, forza e regalaci un altro sogno.