Maestri di téchne e musiché

Lucio Dalla e Renato Dulbecco

Alcuni di noi, nel processo di soddisfazione del proprio ‘demone interiore’, diventano maestri di téchne e musiché e – nei pochi anni concessi – lasciano tracce indelebili della loro unicità.

Quest’anno si dimostra per quello che si dice debba essere: funesto!

Grazie Renato e Lucio, fate buon viaggio.

La redazione di noi stessi

VuvuzelaOggi una persona a me cara scrive l’email che riporto. Di seguito trovate la mia risposta. La tematica è attualissima e molto discussa.

Mail
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Oggetto: preferite lo sfondo?

Corpo del messaggio:

L’elettronica e la fine della prospettiva privata

Vorrei richiamare l’attenzione su un ribaltamento altrettanto drastico del rapporto tra figura e sfondo che tutti noi attualmente stiamo sperimentando.
Con l’elettronica, viviamo in un mondo di informazione simultanea in cui condividiamo immagini che arrivano istantaneamente da tutte le direzioni nello stesso momento.
Se lo spazio acustico è una sfera il cui centro è ovunque e il cui margine è in nessun luogo, questa sua caratteristica si è ora estesa a tutte le strutture di informazione che vengono esperite in ambienti costituiti dalla tecnologia elettrica.
In altre parole, l’uomo occidentale e civilizzato, da lungo tempo abituato a una prospettiva privata e individuale e a strutture giuridiche e politiche coerenti con tale visione, adesso si ritrova immerso in un ambiente acustico.
E’ come se il bambino nell’abitacolo dell’aeroplano si ritrovasse all’improvviso in un ambiente sconfinato e silenzioso, a esprimere desideri mentre guarda le stelle cadenti, per così dire.
L’orientazione dell’uomo visivo, la sua prospettiva privata, il suo punto di vista individuale e i suoi obbiettivi personali sembreranno tutte cose cose irrilevanti nell’ambiente elettronico.
E c’è un’altra particolarità di questo ambiente simultaneo con il suo accesso istantaneo a tutti i passati e a tutti i futuri: la comunicazione non avviene attraverso il semplice trasporto di dati da un punto all’altro. In realtà, è il mittente ad essere inviato, ossia, in un certo senso, chi invia il messaggio diventa messaggio.
Il mondo elettrico e simultaneo ha cominciato a manifestarsi e a influenzare la nostra coscienza dalla metà del XIX secolo.
C’è una strana proprietà dell’innovazione e del cambiamento che può essere riassunta dicendo che gli effetti tendono a precedere le cause.
Si può mettere anche in altro modo: lo sfondo tende a venire prima della figura.
Marshall McLuhan, 1973

http://it.wikipedia.org/wiki/Dolby_Surround
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Mia risposta
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Oggetto: Pubblicità (morbosa?)

Corpo del messaggio:

Davvero impressionante per l’anno in cui è stato scritto!
Dell’ipotesi di McLuhan che il medium sia IL messaggio ho più volte discusso con XYZ [una mia amica ndr].
Devo dire, però, che questo pezzo sulla sfera privata occidentale e l’attuale uso dei social network è notevole e sostanzialmente vero.
Per alcuni di noi la privacy non esiste più e lo è per scelta. Infatti, in questo momento di passaggio, sono due le tipologie di umanità: quella che condivide ogni istante della propria vita per essere e quella che da questo stato di cose si sente violentata.
Quanto poi questo essere virtuale (il messaggio) coincida con la verità è tutto un altro discorso.

L.
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Per non essere da meno ho pubblicato il tutto sul mio sito 😉 .

Baia di Terra Nova e Dome C

Leggere una mappaTempo di traslochi e cambiamenti in ufficio. In un armadio spunta una mappa murale dell’Antartide. Nuova, splendida, patinata e enorme. A chi darla? La srotolo sulla scrivania e inizio a guardarla. Si cercano i punti noti: la base americana di McMurdo vicino alla barriera di Ross e alle valli secche, il mare di Weddell teatro dell’epica di Shackleton e dei suoi 28 valorosi compagni, la base russa di Vostok, il posto più freddo del mondo con i suoi -89,2 °C.

Ci sono tutte le stazioni note argentine, cilene, neozelandesi ma… mancano le due basi italiane!

Base Mario ZucchelliDal 1985 l’Italia ha una base costiera nella Baia di Terra Nova, la base Mario Zucchelli. La base è raggiungibile via mare e per via aerea e funge da hub logistico per le ricerche costiere e continentali.

Base ConcordiaLa seconda è a 3.200 metri sul gelido è secco plateau interno, la base italo-francese di Concordia. Un modernissimo complesso costituito da due cilindri collegati tra loro: uno ‘silenzioso’, per dormire e svolgere tutte le altre attività a basso impatto acustico, e uno ‘rumoroso’ che contiene le officine e la mensa. La suddivisione in due cilindri ha anche l’utilità di preservare uno dei due in caso d’incendio. Incendio che sarebbe fatale per tutti gli occupanti, in special modo durante la lunga e fredda notte invernale (temperatura media annuale di -54,5 °C) dove una missione aerea di recupero sarebbe praticamente impossibile (e comunque arriverebbe troppo tardi).

Beh, in questi due luoghi remoti del nostro pianeta hanno studiato il clima, la fauna, la flora, la biologia, la fisiologia umana, l’atmosfera, decine di ricercatori italiani (e francesi), il tutto alla faccia della cartografia anglo-americana!

Sulla materia della mente

Sulla materia della mentePerché pensiamo, cos’è la coscienza, come funziona la nostra mente?
Un libro che ha avuto una certa importanza nella mia formazione: Sulla materia della mente.
Gerald Maurice Edelman, Premio Nobel per la fisiologia e la medicina, ci prova. Prova a gettare un ponte tra psicologia e neurofisiologia, tra il pensiero e la ‘forma’ del nostro sistema nervoso.
Siamo un complessissimo sistema di elaborazione di informazioni: riceviamo continuamente input dall’ambiente e li elaboriamo nel comportamento ritenuto più adeguato.
A voi, 428 pagine di pura esplorazione al limite.

 

Sulla materia della mente
Gerald M. Edelman
4° edizione 2008
Adelphi Edizioni
ISBN 978-88-459-0977-1